Smettere di fumare

Fumare è fantastico. La sigaretta dopo il caffè, dopo una cena innaffiata da un buon vino, durante lo studio, dopo il sesso… e in mille altri momenti piacevoli. Chi fuma lo sa bene, e conosce altrettanto bene i rischi che corre nel rovinarsi la salute, e sa di molti casi di tumore al polmone nella sfera delle sue conoscenze. A volte pensa a quanto sia atroce morire soffocati, per un vizio assolutamente non necessario “ma, che ci vuoi fare, non riesco proprio a smettere”.

Negli anni '50, fumare era di tendenza

Negli anni '50, fumare era di tendenza

Non bisogna raccontarsi bugie, andiamo. Ogni essere umano possiede una volontà forte, sicuramente più forte di un tubetto di carta e tabacco. Il problema non è mai “non riesco a smettere”, ma “non voglio veramente smettere”. Chi fuma da tanto tempo non riesce a immaginarsi privato del potenziamento nicotinico, non sa vedersi senza sigaretta mentre aspetta qualcuno o mentre socializza. Eppure, basta guardarsi intorno per vedere quanti vivono benissimo senza fumare, e quanti hanno già smesso di farlo.

La prima cosa per smettere di fumare è: capire cosa significhi smettere di fumare. Non esiste il regime due-al-giorno, o una-ogni-tanto: o si smette o non si smette. Dire “fumo poco” è come dire “sono stato bocciato poco a scuola”. Non c’è una via di mezzo: o fumi, o non fumi. Non esiste l’ultima sigaretta, né la data scritta sul diario. Non esistono cerotti e gomme alla nicotina, non esiste la sigaretta elettronica. Non esiste stress o dolore che non possa essere gestito senza il fumo, anzi, è proprio senza che si gestisce meglio. Tutto ciò che dà una giustificazione al fumare un altro pochino prima di smettere è una scusa infantile, e chi la formula lo sa, dentro di sé.

La seconda e più importante cosa è l’approccio positivo. Come già suggerito nell’articolo riguardante l’autodisciplina, per portare a termine qualcosa che richiede volontà bisogna focalizzarsi sui benefici del successo e non sulle conseguenze del fallimento. Nel nostro caso, chi tenta di smettere di fumare lo fa perché ha paura di morire, star male, rovinarsi la salute e così via. Chi invece riesce a smettere di fumare lo fa perché vuole vivere, star bene, migliorarsi la salute. Sembra una differenza sottile, ma è fondamentale.

 A tal proposito, ecco una lista dei benefici dello smettere di fumare:

›         Dopo 20 minuti: la pressione sanguigna torna normale

›         Dopo 8 ore: la concentrazione di monossido di carbonio cala significativamente e aumenta quella di ossigeno

›         Dopo 24 ore: il corpo e l’alito non odorano più di fumo

›         Dopo 2 giorni: olfatto e gusto migliorano, e la dipendenza fisiologica dalla nicotina è quasi passata

›         Dopo 3 giorni: scompare la dipendenza fisiologica da nicotina; la capacità polmonare aumenta, mentre trachea e bronchi si rilassano, rendendo più facile respirare

›         Dopo 2 settimane: aumenta la vitalità, la pelle ha un colorito più salubre e il viso è più rilassato; i capelli hanno più lucentezza

›         Dopo 9 mesi: le cellule cigliate, che erano paralizzate dal fumo, si riattivano, facilitando l’espettoramento del muco; il respiro è sempre meno corto, e calano ulteriormente o scompaiono tosse, congestione e senso di stanchezza

›         Dopo 5 anni: dimezzato il rischio del tumore al polmone; diminuito significativamente il rischio di numerosi altri tumori

›         Dopo 10 anni: il rischio di tumore ai polmoni è uguale a quello di uno che non ha mai fumato in vita sua

Ed è proprio leggendo questi benefici che ho smesso di fumare dopo 20 anni di sigarette.

Un’ultima cosa: per facilitarvi l’astinenza iniziale, potreste approfittare di un’influenza o di una bronchite per tagliare i ponti col fumo.

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